Il
parto e la nascita fanno parte di un medesimo processo
che inizia il giorno del concepimento e continua con la
gravidanza e i primi mesi di vita dal neonato. Il parto
è un processo fisiologico che comporta per il bambino
il passaggio dalla vita intrauterina a quella nel mondo
esterno, mentre per la donna e, più in generale
per la coppia, segna il passaggio alla genitorialità.
Per questo il parto rappresenta uno di quei momenti più
ricchi e significativi di tutta la vita.
Il parto, pur essendo un processo continuo, viene distinto
in tre fasi: il periodo dilatante, espulsivo e del secondamento.
Il periodo dilatante o travaglio inizia quando le contrazioni
uterine cominciano ad avere intervalli regolari e continua
fino a quando la dilatazione del collo dell'utero arriva
a circa 10 cm. Questa è generalmente la fase più
lunga.
Il periodo espulsivo comincia quando il collo dell'utero
è completamente dilatato e si conclude con la nascita
del bambino. Dura meno del travaglio e risulta essere
anche meno doloroso.
Il periodo del secondamento segue la nascita del bambino
e con contrazioni meno dolorose e regolari è quella
fase in cui avviene l'espulsione della placenta.
ULTIMI GIORNI
Nelle ultime sei settimane di gravidanza l'utero si
prepara al parto. Generalmente il numero di contrazioni
aumenta progressivamente ed anche l'intensità
cambia, infatti mentre inizialmente si avverte un indurimento
dell'addome, indolore, ben diverso dai movimenti del
bambino (contrazioni di Braxton Hicks), col passare
dei giorni diventano più frequenti ed intense,
tanto da interessare tutto l'addome. Nelle ultime 4
settimane la testa del bambino (nelle presentazioni
cefaliche) si inserisce nel bacino e il diametro maggiore
della testa fetale si sistema nello stretto superiore
(ossia nell'ingresso pelvico). L'impegno è più
precoce nelle primipare perché nelle gravidanze
successive la muscolatura uterina ed addominale è
più elastica ed il feto subisce una minore pressione
verso il basso. In alcuni casi, l'impegno è accompagnato
da contrazioni più forti e da un visibile abbassamento
della pancia, ciò comporta atti respiratori più
agevoli per una minore pressione sul diaframma ma per
contro si è costrette ad urinare più spesso
perché la testa del vostro bambino premerà
sulla vescica.
Siccome la durata della gravidanza è variabile
poche donne iniziano il travaglio e partoriscono nella
data fissata (alla scadenza "dei conti").
Benché in alcuni casi si partorisca in anticipo
per la maggior parte delle donne c'è un periodo
più o meno lungo di attesa oltre il termine.
In questo periodo conviene fare delle passeggiate ed
evitare posizioni che richiedono di stare supine. I
pasti dovrebbero essere leggeri e digeribili. Dal punto
di vista psicologico questa è una fase delicata
perché non è infrequente che nell'attesa
si faccia strada un sentimento di paura in ciò
che ci aspetta e un senso di impreparazione può
farsi strada inconsciamente, anche per questo è
importante riposarsi e dedicarsi ad attività
rilassanti per non perdere energie.
Il travaglio può cominciare in qualsiasi momento
del giorno e della notte e può durare anche molto
a lungo.
L'INIZIO
DEL TRAVAGLIO
Generalmente l'utero si contrae per tutta la gravidanza
ma solo nella fase del travaglio le contrazioni cominciano
a diventare più intense, regolari e coordinate.
Quando finalmente le contrazioni diventano regolari,
diffuse a tutta la pancia (a cintura) e durano più
di due ore si può dire che il travaglio è
cominciato. Generalmente prima si sarà verificata
l'espulsione del tappo mucoso, che si presenta come
una perdita vaginale biancastra, densa, spesso striata
di sangue rosa. Questa perdita può essere minima
e durare diversi giorni oppure presentarsi improvvisamente,
tutta insieme. (Se invece la perdita assomiglia ad una
emorragia è necessario avvisare subito il proprio
medico!). Un altro segno che talvolta può indicare
l'imminenza del travaglio è la rottura delle
membrane del sacco amniotico che avvolge il bambino.
La donna avverte la fuoriuscita di liquido senza riuscire
a interrompere il flusso. In questo caso conviene sempre
recarsi in clinica o avvisare il proprio medico. Non
si conosce con esattezza cosa inneschi il travaglio,
se fattori materni o del bambino, tuttavia una volta
cominciato è praticamente impossibile arrestarne
la progressione. La durata del travaglio e la modalità
del parto variano moltissimo da donna a donna, tuttavia
per il primo figlio generalmente il periodo del travaglio
è più lungo, anche se la maggiore durata
non è una misura della difficoltà dal
parto, infatti, un travaglio breve può essere
intenso e difficile, mentre uno lungo può essere
facile. Se l'attività uterina è intensa,
il bambino non è troppo grande e il bacino è
largo, il travaglio ed il parto tendono a durare meno.
Le contrazioni sono il veicolo della forza e dell'energia
necessarie per provocare la nascita. Ogni contrazione
comincia nella parte alta dell'utero ed arriva fino
alla cervice.
Ogni travaglio ha il suo ritmo con contrazioni che si
susseguono una dopo l'altra ad intervalli regolari.
E' possibile sentirle arrivare, raggiungere l'apice
nel momento di maggior intensità e poi ridursi
fino a svanire. Tra una contrazione e l'altra c'è
un periodo di transizione, una pausa in cui generalmente
la donna tende a riposarsi ed a raccogliere la concentrazione
e le energie necessarie per affrontare la successiva
contrazione. Questo intervallo è utile anche
per il bambino che così ha la possibilità
di ossigenarsi meglio.
IL TRAVAGLIO di parto
Le prime contrazioni sembrano forti dolori mestruali
e sono avvertite alla schiena e nella parte bassa dell'addome.
Si presentano ad intervalli di 20 minuti ma tendono
presto a diventare più frequenti ed intense.
In alcuni casi però si mantengono irregolari
per tutto il travaglio o addirittura sono avvertite
appena. La caratteristica delle contrazioni in corso
di travaglio è che cominciano debolmente per
raggiungere un picco di massima intensità e poi
lentamente sparire. Quando il travaglio è ben
avviato ed il collo dell'utero si sta dilatando le sensazioni
diventano più intense.
L'esperienza del dolore durante il travaglio è
soggettiva, infatti per alcune donne il travaglio può
essere addirittura indolore, mentre per altre è
insopportabile tanto da richiedere l'anestesia. Siccome
è impossibile sapere in anticipo come sarà
avvertito il dolore del travaglio è utile predisporsi
per sfruttare tutte le energie a vostra disposizione.
Respirando si ha la possibilità di trasformare
e dissipare il dolore in modo sorprendente, ma per fare
questo è necessario essere molto rilassate e
concentrate sulla respirazione profonda. Come si avverte
l'inizio della contrazione bisogna ispirare profondamente,
dirigendo il respiro nell'addome e concentrarsi sulla
espirazione senza perdere mai traccia del respiro fino
alla fine della contrazione. Ad ogni espirazione avvertite
la tensione che si riduce. E' importantissimo affrontare
le contrazioni una per volta, senza pensare a quella
successiva, economizzando le energie e rimanendo tranquille
e rilassate e concentrandovi solo sui ritmi del respiro.
Anche l'atmosfera deve essere quella giusta, infatti
una luce soffusa può aiutare nella concentrazione
e quindi ella riduzione del dolore. Spesso può
aiutare la presenza di una persona che vi stia vicino
e che possa condividere le vostre sensazioni, meglio
sarebbe poter avere vicino il vostro partner, purchè
sappia comunicarvi serenità. Quando il travaglio
procede, prima del periodo espulsivo, possono comparire
nausea o conati di vomito, questo è un fenomeno
fisiologico che non deve avvilire ne preoccupare. Altre
donne si sentono confuse e possono venire a galla paure
e dubbi. Riuscirà il bambino ad attraversare
il canale del parto? Mi lacererò? Avrò
bisogno di punti? Sarà un bambino normale? Questi
sentimenti sono molto intensi ed è bene condividerli
con chi vi sta accanto. Un modo per superare brillantemente
questa fase è concentrandovi profondamente, avendo
fiducia nel vostro corpo e lasciando andare le inibizioni
fisiche ed emotive. Affrontate ogni contrazione come
se fosse l'unica, senza pensare a cosa vi aspetta. Può
essere utile bagnarsi le labbra con una spugna o sciacquarsi
il viso.
Il PERIODO ESPULSIVO
Il periodo espulsivo del parto comincia quando il collo
dell'utero è completamente dilatato e termina
con la nascita del bambino.
Talvolta, specialmente col primo figlio, tra periodo
dilatante e periodo espulsivo c'è una fase di
riposo, con contrazioni poco frequenti. In generale
il periodo espulsivo può durare da pochi minuti
ad un paio d'ore, raramente di più. Quando il
collo dell'utero è completamente dilatato e la
testa del bambino scende nel canale del parto ed in
vagina può venire voglia di spingere. E' un riflesso
assolutamente naturale che va assecondato ed aiutato.
Le spinte possono apparire come un sollievo dopo il
periodo dilatante e non è infrequente sentire
nuove energie, l'esigenza di spingere corrisponde in
genere al momento in cui la testa del bambino tocca
il pavimento pelvico. Le contrazioni ora coinvolgono
tutto il corpo. Attraversata la fascia muscolare la
testa comincerà ad affiorare tra le labbra. A
volte il bambino nasce molto rapidamente disimpegnando
la testa ed il corpo durante una contrazione sola, altre
volte il parto avviene più lentamente e sono
necessarie più contrazioni. Ciò dipende
dalla posizione della madre e del bambino, ma anche
dalle sue dimensioni.
In alcuni casi, negli attimi che precedono il parto,
le donne hanno paura ed oppongono resistenza. Non sono
rare le sensazioni di "non potercela fare"
o che il bambino non verrà mai fuori se non a
costo di estese lacerazioni. Bisogna cercare di rilasciare
i muscoli del pavimento pelvico e della vagina ad ogni
respiro oppure, se respirate profondamente, ad ogni
espirazione. Improvvisamente però tutto finisce,
la testa ed il corpo del bambino scivolano via, e vi
rendete conto che è fatta. Il momento che avete
tanto atteso per nove mesi è finalmente arrivato
!! Ora potete tenere vostro figlio tra le braccia, guardarlo
negli occhi e accarezzarlo. Finalmente avrete stabilito
il primo contatto. |