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Parto indolore

Il dolore in ogni sua forma è sempre stato oggetto di studio fin dai tempi più remoti.
Il dolore del travaglio non è costante e omogeneo, bensì viene definito come bifasico.
Nella "fase dilatativa" del travaglio il dolore è intermittente, sincrono con le contrazioni uterine e aumenta di intensità con la progressiva distensione della cervice uterina. La paziente lo avverte come mal localizzato, presente soprattutto in zona peri-ombelicale e alla schiena, in corrispondenza della parte lombare della colonna vertebrale, e assomiglia al dolore mestruale.
Nella "fase espulsiva", che termina con la nascita del neonato, il dolore diventa più localizzato e più intenso, avvertito in sede pelvica, vagina e regione perineale. L'intensità è ancora elevata, ma la percezione soggettiva è inferiore rispetto ai periodi precedenti. In questa fase l'attenzione della paziente è focalizzata alla spinta.

Scopo dell'analgesia epidurale:
Scopo dell'analgesia epidurale è quello di togliere la sensazione dolorosa lasciando inalterate le altre sensazioni: quella tattile e quella di spinta (premito), che sono invece necessarie per il normale espletamento del parto. Ciò è possibile grazie all'impiego di miscele analgesiche adeguatamente studiate per impedire la trasmissione degli impulsi nelle fibre nervose del dolore.

Quando si esegue l'analgesia epidurale:
La puntura epidurale può essere eseguita in qualsiasi paziente consenziente che abbia raggiunto una dilatazione della cervice uterina di almeno 3 - 4 cm. L'anestesista, chiamato dall'équipe ostetrico-ginecologica, sarà in grado di posizionare il catetere epidurale e iniziare la somministrazione di farmaci analgesici. Il loro effetto inizierà dopo 5 - 6 minuti con una sensazione di formicolio e di calore agli arti inferiori. Quindi le contrazioni inizieranno ad apparire meno dolorose e, dopo 15 - 20 minuti, saranno percepite solo come sensazione di pressione. E' stato dimostrato che il 90% delle pazienti sottoposte ad analgesia epidurale in travaglio presentano una netta riduzione dell'intensità del dolore, passando da un livello di dolore insopportabile ad un livello di dolore lieve. La riduzione del dolore avviene entro 20 - 30 minuti dalla fine dell'iniezione.
Cause del parziale insuccesso possono essere la durata del travaglio superiore alle 6 ore, la presentazione posteriore del feto e la localizzazione non perfettamente centrale della punta del catetere epidurale. La riduzione del dolore inoltre non implica una paralisi muscolare, pertanto la partoriente può muoversi, stare seduta o camminare. In caso di taglio cesareo poi il catetere di nylon posizionato per l'analgesia in travaglio può essere sfruttato per ottenere un'anestesia più adatta all'intervento chirurgico. Questa procedura consente alla paziente di rimanere sveglia e di assistere, senza dolore, alla nascita del proprio figlio.
Controindicazioni all'analgesia in travaglio sono rappresentate da patologie della coagulazione, alterazioni del sistema cardiocircolatorio e condizioni ostetriche non ottimali.
Noi raccomandiamo alle donne che desiderano una anestesia in travaglio di parto di sottoporsi a visita anestesiologica tra la 32ma e la 36ma settimana di gravidanza.

 
 
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