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L'allattamento

L'allattamento costituisce una fase importante sia per la madre che per il neonato.

I vantaggi per il neonato: il latte materno è il pasto ideale nei primi mesi di vita, infatti nessun altro alimento è capace di far crescere così bene un bambino e di proteggerlo dalle malattie più diverse (diarree, infezioni respiratorie ed urinarie, allergie). Il latte materno contiene infatti tutte le sostanze che assicurano la crescita ideale per i primi sei mesi di vita, inoltre è facilmente digerito ed assorbito, prevenendo il più delle volte la stitichezza, ed è in grado di soddisfare velocemente la sete e la fame di un bambino.

I vantaggi per la madre: l'allattamento materno, se supportato da una corretta alimentazione, permette di far perdere i chili in più acquistati durante la gravidanza, perché i grassi vengono utilizzati per produrre latte. Le madri che allattano sono meno soggette a insorgenza di tumore della mammella. Non bisogna poi trascurare il lato psicologico, infatti l'allattamento al seno facilita l'instaurarsi di un rapporto intimo tra madre e figlio. E' pratico e conveniente perché non c'è bisogno di poppatoi da comprare, riscaldare e sterilizzare.

Il latte: il primo latte che fuoriesce dal seno è una piccola quantità di liquido denso e giallastro (il colostro) ricco di anticorpi utili per il neonato e comunque sufficiente fino alla montata lattea, prevista tra il 2° e 4° giorno dopo il parto. Il latte materno non deve essere integrato da altro latte, a meno che la sua produzione non sia scarsa, ed è sempre adatto alle necessità di un bambino fino al primo anno di vita. Aggiungere un latte artificiale non è pertanto necessario. La produzione del latte materno aumenta quanto più spesso il bambino succhia. Le malattie comuni ed i farmaci che si usano per curarle non sono un buon motivo per non allattare. L'allattamento al seno può essere difficoltoso per le madri che lavorano, però si può allattare mattina e sera e utilizzare dei tiralatte durante la giornata per conservare il latte. Se quasi ogni volta che cambi il bambino trovi il pannolino bagnato ed il piccolo aumenta di almeno 500 g. al mese (o 125 g a settimana) significa che il latte è sufficiente. Se non si riesce ad allattare non bisogna scoraggiarsi ne sentirsi in colpa, esistono comunque in commercio degli ottimi prodotti che permettono al bambino di crescere bene, bisogna tener presente che il latte in polvere va usato per lo meno fino a che il bambino non compie i 6 mesi di età.

Il seno: non ci sono problemi di allattamento se il seno è troppo grande o piccolo. Quasi sempre il bambino succhiando fa venir fuori il capezzolo; il latte non sta nel capezzolo ma nella parte di seno scura, posta tutt'intorno al capezzolo (areola). E' questa parte, e non solo il capezzolo, che il bimbo deve prendere in bocca per succhiare bene. E' consigliabile alternare entrambi i seni. Per fare in modo che il neonato prenda in bocca non solo il capezzolo, ma anche l'areola, è necessario che la testa sia tenuta di fronte al seno, in modo tale che il naso ed il mento lo tocchino, inoltre una posizione corretta è indispensabile per prevenire ragadi al seno. I primi giorni di vita sono importanti per la buona riuscita dell'allattamento. Il bambino deve imparare a succhiare, e spesso questo richiede tempo, nei primi due giorni può voler succhiare anche ogni 2 ore.

Alimentazione durante l'allattamento: Durante l'allattamento non bisogna mangiare di più, non si deve abusare di alcolici e non bisogna fumare, o comunque è preferibile fumare dopo aver allattato e all'aperto. Per non perdere il latte è consigliabile inoltre bere almeno 2 litri d'acqua al giorno. Non esistono sostanze che devono essere evitate in questo periodo perché se è vero che alcuni alimenti alterano il sapore del latte non è detto che il neonato lo rifiuti, pertanto la cosa migliore da fare è osservare una dieta leggera, priva di cibi fritti o pasti troppo elaborati, ed osservare il comportamento del vostro bambino durante la poppata per capire se ci può essere stato qualcosa che non è stato di suo gradimento, tenendo ben presente però che alcuni sapori passano nel latte nel giro di 2 ore dal pasto materno, quindi è inutile ricordarsi il pasto del giorno prima se vostro figlio non gradisce il latte.

La prima poppata

Certi bambini mostrano subito un grande interesse per la suzione, mentre altri sembrano più pigri, si guardano in giro ed accarezzano il seno. Quando il bambino è pronto a succhiare il tocco del capezzolo sulla guancia lo stimolerà a girarsi verso il seno ed ad aprire la bocca per cercarlo. E’ una reazione automatica che è chiamata “riflesso della suzione” (rooting).
Aperta la bocca introducete il capezzolo, assicurandovi che il bambino sia ben attaccato. A volte è sorprendente notare come possa succhiare forte un bambino appena nato. La prima poppata stimola l’ipofisi materna a produrre l’ossitocina, che a sua volta stimola la produzione del latte e inoltre fa contrarre l’utero. Inizialmente, nei primi due giorni di vita del neonato, le mammelle producono colostro, nutriente perchè ricco di proteine e di anticorpi. Il colostro aiuta a pulire l’intestino del bambino dal meconio prodotto durante la vita intrauterina. A volte la montata lattea, che segna il passaggio dalla produzione di colostro al latte, si presenta con febbre che in qualche caso supera i 39°C e dura poche ore, in questa fase le mammelle si presentano dure, tese, talvolta dolenti. Tuttavia conviene attaccare il bambino al capezzolo e

Problemi comuni durante l'allattamento
Ingorgo mammario: quando giunge la montata lattea il seno è pieno, duro, caldo e fa male, in genere si risolve in un paio di giorni se si spreme il latte o si fa succhiare spesso il piccolo e se, tra le poppate, si fanno impacchi con acqua molto calda.
Capezzoli dolenti o ragadi: la prevenzione migliore è la corretta posizione del bambino al seno. Come cura è utile tenere il seno scoperto per più tempo possibile e mantenere il capezzolo ben asciutto, senza usare soluzioni disinfettanti, detergenti o creme. Si può iniziare l'allattamento dal seno meno dolente.
Poco latte: si può verificare quando la madre è stanca o preoccupata di qualcosa. In genere, riposare un poco di più e far succhiare il bambino più spesso (anche ogni due ore per un paio di giorni) è sufficiente per aumentare le produzione di latte.

 
 
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