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Introduzione Climaterio Osteoporosi
Osteoporosi
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce l'osteoporosi come una "malattia caratterizzata da ridotta massa ossea e deterioramento microstrutturale del tessuto osseo con conseguente aumento della fragilità ossea e del rischio di fratture". Si differenzia dall'osteopenia (riduzione della massa dell'osso) per il grado di perdita del tessuto osseo.
Il quantitativo massimo di tessuto osseo è determinato da fattori ereditari ed endocrini, ma può essere modificato da fattori nutrizionali e dallo stile di vita (dieta e moto).
La riduzione del tessuto osseo è una conseguenza del processo di invecchiamento e delle modificazioni ormonali indotte dalla menopausa. L'osteoporosi da invecchiamento riguarda tutto lo scheletro, interessando sia le ossa corticali che trabecolari, mentre l'osteoporosi da menopausa colpisce prevalentemente l'osso trabecolare.



Con la cessazione della funzione ovarica in menopausa si assiste ad un notevole calo di estrogeni, la cui diminuzione determina una modificazione del processo di rimodellamento osseo, con squilibrio tra riassorbimento e formazione. Pertanto la perdita annua di tessuto osseo arriva al 5%, e nei primi 20 anni dopo la menopausa la perdita complessiva raggiunge il 50%. In effetti ciò si traduce in una perdita di massa ossea con rarefazione e scomparsa definitiva delle trabecole ossee che si comporta una maggiore frequenza di fratture spontanee (dei corpi vertebrali e del collo del femore).

Da quanto detto si evince con chiarezza che siamo di fronte ad una patologia progressiva che comincia nella quinta decade e, se non curata preventivamente, diventa lentamente ingravescente. E' quindi importante conoscere i fattori di rischio per l'osteopenia e l'osteoporosi, che possono essere suddivisi in genetici, di stile di vita, dietetici ed endocrini.
Il fattore di rischio primario resta comunque il calo di estrogeni che si verifica in menopausa, ma anche una storia familiare di osteoporosi è importante, soprattutto nei parenti di sesso femminile.

Il fumo e la sedentarietà sono associate a riduzione di tessuto osseo, in particolare le donne fumatrici entrano in menopausa prima e subiscono una più rapida riduzione del tessuto osseo nei primi anni di menopausa (il fumo da solo aumenta il rischio di frattura dell'anca del 40 - 50%). Per contro l'esercizio fisico è il miglior aiuto per la salute dell'apparato scheletrico.

Le fratture sono le manifestazioni evidenti dell'osteoporosi e la loro incidenza aumenta con l'età ed è causa di notevole invalidità oltre che di maggiore morbilità e mortalità.
Il numero annuale di fratture dell'anca è destinato ad aumentare per l'aumentare della vita media della donna ma anche per la scarsa attenzione che ancora oggi viene data a questa patologia e ancor più per la scarsa informazione sulla prevenzione.
La prevenzione deve incominciare molto prima della menopausa e gli interventi attivi dovrebbero essere effettuati durante tutto l'arco della vita della donna. Aumentare l'apporto di calcio negli adolescenti, quando l'attività di formazione ossea è massima, aumenta significativamente la densità ossea e la massa scheletrica proteggendo quindi dall'osteoporosi.
La misurazione della demineralizzazione (perdita di tessuto osseo) aiuta il medico ad impostare una corretta terapia e a sensibilizzare il paziente circa i rischi cui va incontro.
Noi oggi consigliamo alle donne di sottoporsi a densitometria ossea già a partire dai 45 anni.
 
 
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