
I dati sulla prevalenza dell'incontinenza variano in base
alla popolazione studiata e all'età, tuttavia si
calcola che, tra le persone più anziane, sia del
34%. I fattori di rischio per l'insorgenza di incontinenza
urinaria sono rappresentati dal sesso (è da 2-3
volte più frequente nelle donne), dall'età,
dal numero di parti spontanei, dalla menopausa, dal fumo,
dall'obesità e dalle abitudini alimentari.
La perdita del controllo delle urine può avere
un impatto significativo sul benessere sociale dell'individuo
che ne è affetto, infatti la definizione dell'incontinenza
urinaria data dalla International Continence Society è
"la perdita involontaria di urina che rappresenta
un problema sociale", così a questo disturbo
si associa spesso un senso di imbarazzo, di vergogna,
di rabbia, fino a giungere alla depressione.
Inoltre, data la stretta vicinanza anatomica della vescica
e dell'uretra alla vagina, esiste una stretta associazione
tra disfunzioni delle basse vie urinarie e difficoltà
sessuali.
Oggi grazie all'attenzione che viene data al proprio stato
di salute inteso nel senso più ampio, l'interesse
nei confronti di questo disturbo è andato sempre
più aumentando e ciò ha consentito lo sviluppo
di una disciplina super-specialistica che è a metà
strada tra la ginecologia e l'urologia, chiamata appunto
uroginecologia.
Oggi è possibile diagnosticare, con le prove urodinamiche,
e curare, chirurgicamente o con la terapia medica, i disturbi
legati all'incontinenza. |