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Endometriosi

L'endometriosi è una malattia causata dalla disseminazione di frammenti di mucosa endometriale al di fuori della sua normale sede uterina (endometrio). La localizzazione può avvenire ovunque, ma più spesso avviene sulle ovaie, sulle tube, sul peritoneo (membrana che avvolge gli organi della pelvi e dell'addome), sulla vescica, sulla vagina, etc. (endometriosi esterna) o all'interno dell'utero, nello spessore del miometrio (endometriosi interna).

Quando e come si manifesta l'endometriosi.
La frequenza della patologia sembra in aumento, forse anche per le migliorate capacità diagnostiche, con una massima incidenza tra i 30 e 40 anni (età fertile) e con tendenza alla regressione nel periodo post-menopausale. E' più frequente nelle donne che non hanno figli o che ritardano la gravidanza oltre i 30 anni, inoltre è possibile una tendenza eredo-familiare della malattia. La causa è da riferire verosimilmente alla persistenza, nei vari organi, di tessuto embrionario che ha la capacità di trasformarsi in tessuto endometriale.

Perchè crea danni.
Il tessuto endometriale disseminato, anche se localizzato in strutture diverse da quelle in cui normalmente risiede, va incontro comunque a proliferazione a ciclica mestruazione accompagnata da fenomeni microemorragici. Tale condizione comporta un continuo stimolo di natura infiammatoria che può provocare fenomeni di cicatrizzazione con la creazione di aderenze tra i vari organi. Nell'ovaio le lesioni danno origine a cisti che tendono a mestruare al proprio interno, generando il quadro caratteristico della cosiddetta cisti "cioccolato", visibile all'esame ecografico. Inoltre le lesioni intrappolando gli organi possono provocare dolore durante le mestruazioni ed infertilità.

La diagnosi.
Si può sospettare in presenza di dolori pelvici cronici, di mestruazioni dolorose (soprattutto verso la fine del ciclo mestruale), di sterilità. Viene però confermata da alcuni esami diagnostici.
L'ecografia può svelare la presenza di una cisti ovarica, che in taluni casi rafforza il sospetto diagnostico. L'esame più importante è però la laparoscopia che con l'introduzione di una sottile ottica in addome permette di visualizzare le eventuali lesioni e di praticare una biopsia mirata per una conferma istologica. Inoltre questa indagine, eseguita in anestesia generale, consente al ginecologo di intervenire nel corso dell'intervento praticando la lisi delle aderenze, lo svuotamento o l'asportazione di una cisti ovarica e necessita solo di un breve ricovero da parte della paziente. Inoltre in caso di sterilità viene eseguito un esame atto a valutare la pervietà tubarica. Solo tramite la laparoscopia è quindi possibile determinare con precisione la natura, il grado e l'estensione della malattia.

Come si cura l'endometriosi.
Esistono terapie mediche o chirurgiche.
La terapia medica prevede l'uso della pillola estroprogestinica, del danazolo o degli analoghi del GnRH. Lo scopo è quello di indurre atrofia temporanea dell'endometrio ectopico e quindi ridurre l'entità delle lesioni e della sintomatologia. Spesso però con la sospensione della terapia medica i focolai endometriosici tendono ad assumere le dimensioni originali.
La terapia chirurgica effettuata per via laparoscopica o, in casi avanzati, per via laparotomica permette di asportare i focolai visibili di endometriosi e quindi di risolvere in maniera permanente la malattia.
 
 
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