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| HPV |
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L'infezione
da Papillomavirus Umano (Human Papilloma Virus - HPV)
era ben nota già agli antichi Romani che descrivevano
le lesioni come "creste di gallo". La trasmissione
sessuale dell'infezione fu dimostrata da Barret solo nel
1954 e, nel 1968 con l'impiego del microscopio elettronico,
si dimostrò la natura virale dell'infezione.
L'infezione da HPV è oggi una delle più
comuni malattie a trasmissione sessuale (MST) e la frequenza
annuale media dell'infezione clinica è in costante
aumento, basti pensare che si è passati da un 20%
nel 1971 al 47% nel 1981. Più recentemente il Denver
Disease Control Center (DDCC) riporta un aumento dei "genital
warts" del 410% tra il 1975 ed il 1987.
La via sessuale è quindi la via modalità
di contagio più comune e l'infezione clinica (conditomi
acuminati) è più contagiosa dell'infezione
sub-clinica. Al momento del contagio il virus penetra
ed infetta le cellule dello strato basale dell'epitelio
dove può rimanere allo stato latente (senza replicazione)
anche per anni. Non si conosce esattamente il periodo
di incubazione della malattia, che è fortemente
condizionata dalle difese immunitarie dell'ospite, comunque
mediamente l'intervallo tra esposizione e comparsa dell'infezione
clinica (condilomi) è di circa tre mesi. Un'altra
via di trasmissione è attraverso i fomiti, quindi
per contagio indiretto attraverso oggetti inanimati come
le asciugamani, la biancheria intima etc.
L'infezione subclinica è asintomatica, tranne quando
coinvolge la vulva, in cui può comparire bruciore,
prurito o parestesie.
Sin dai primi anni '80 molti ricercatori hanno tentato
di dimostrare un ruolo causale dell'infezione da HPV nell'insorgenza
della CIN e del carcinoma del collo dell'utero, tuttavia
ad oggi pur essendoci un forte sospetto in questo rapporto
di causa-effetto, esso resta ancora da dimostrare.
Solo recentemente ha assunto maggior rilievo l'aspetto
psicologico che accompagna chi ha contratto l'infezione
da HPV. Le implicazioni psico-emotive sono molteplici,
infatti il portatore dell'infezione la considera "sporca,
fastidiosa, esteticamente inaccettabile" e, per l'aurea
di
affezione pre-neoplastica che la accompagna, diviene fonte
di angoscia o paura. Si spiegano così i disordini
della sessualità che diventano tanto più
importanti in quanto coinvolgono la coppia e possono sfociare
nell'alterazione della relazione emozionale, nella perdita
del desiderio o nella trasformazione della sessualità
in una esperienza non gradevole.
Le opzioni terapeutiche sono molteplici e dipendono essenzialmente
dalla localizzazione dell'infezione e dallo stadio (infezione
sub-clinica o clinica). Oggì, grazie alla colposcopia,
è possibile inquadrare correttamente questa infezione
evitandone l'estensione e pianificando una |
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