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| Esame |
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Dopo
aver introdotto lo speculum vaginale si visualizza il
collo dell'utero che viene deterso con soluzione fisiologica
sterile. Successivamente si applica sulla cervice una
soluzione di acido acetico al 5% e si osserva il collo
uterino attraverso il colposcopio. In ultimo si utilizza
la soluzione di Lugol per osservare la colorazione che
assume il collo uterino dopo toccature con colorante iodato.
Dopo questa seconda colorazione è possibile eseguire,
ove necessario, biopsie mirate. Indicazioni
La colposcopia può essere eseguita durante ogni
visita ginecologica e spesso è un ausilio indispensabile
per escludere patologie del collo dell'utero, essendo
utile non solo nella prevenzione dei tumori ma anche nella
diagnosi di patologie benigne come le infezioni cervico-vaginali.
Inoltre è un mezzo di elevata sensibilità
per la identificazione della infezione da Papilloma Virus
(HPV). Essa è altresì necessaria nella selezione
delle pazienti nell'ambito dei trattamenti di lesioni
con terapie conservative, nel controllo della CIN in gravidanza,
come anche in associazione al Pap-test nella valutazione
delle pazienti "a rischio". Il suo ruolo inoltre
si estende alla valutazione dei risultati delle terapie
effettuate.
Biopsia mirata
Una biopsia cervicale effettuata senza guida colposcopica
in assenza di una lesione visibile comporta il rischio
di una diagnosi istologica falsa negativa in oltre il
20% dei casi.
La colposcopia permette di localizzare la lesione, a livello
cervicale e/o vaginale, o di escluderne l'esistenza, indirizzando
quindi il prelievo bioptico in altri settori (endocervice,
endometrio); inoltre permette spesso di differenziare,
con uno o più prelievi bioptici mirati, una lesione
invasiva ancora circoscritta da una lesione anormale;
altresì permette il riconoscimento di una lesione
benigna o infiammatoria. L'accuratezza diagnostica della
biopsia eseguita sotto guida colposcopica è elevata
tanto da raggiungere il 100%. |
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